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Sal Messina

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SalMessina
Salvatore Messina è nato a Catania nel 1939. Da sempre ha coltivato l'arte pittorica, la fotografia. Ultimamente si dedica alla poesia che ama definire "denunce poetiche".
Pubblicazioni: La sua prima mostra personale,1965, è stata allestita presso la Galleria d'Arte G.Verga della sua città.Successivamente ha esposto alla Villa Olmo di Como, al Palazzo Reale di Milano, all'Arengario del Comune di Milano,al Museo Postal Montparnasse di Parigi, al Salon dell'Art Libre di Parigi, alla Villa Palladiana Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore,(Vicenza), al Palazzo Assessorile del Comune di Cles,(Trento), al Circolo della Stampa di Catania,alla Galleria Il Fiore di Bassano del Grappa, Alla Galleria Studio 7 di Valdagno, alla Galleria Il Sagittario di Vicenza, alla Galleria d'Arte Antica e Moderna di Salsomaggiore Terme, alla Galleria Palladio di Vicenza, all'Expo Arte di Pesaro, alla Galleria d'arte Italia di Milano, alla Galleria Chiosco Domenicani di Bolzano, Alla Galleria Bellevue di Brunico,

Salvatore Messina

Le mie poesie - Dipinti - Fotografie - Elaborazioni al pc - Altro
April 24

Poesia come denuncia

Quanto succede nel corso della mia vita
specialmente l'infami comportamenti della chiesa cattolica
io li denuncio in versi crudi veritieri perché reali.
Pertanto scrivo, denuncio senza i classici peli sulla lingua!

Desto dal sogno

Desto dal sogno
dove celebrammo l'intimo
ora mi sei negli occhi
e t'amo
April 21

spumeggi all'onde

raccontami
l'intimo dell'avventure
tu che delle spiagge
spumeggi all'onde
 
brezze gabbiani
nuvole colme d'aliti
sorvolano i tuoi fianchi
il seno le caviglie
le labbra rosa il sangue
 
sconvolgimi di sole
cheta l'astro li tormenti
ed ora all'ombre
esistimi
 
e lento sia il fuoco
dell'ardente orgasmo

April 14

al mio cospetto

si presentò completamente nuda
al mio cospetto
nuda
come la volle dio

Discussione su Il venditore di storie. Prosa poetica di Renato Milleri (Remil)

 

Citazione

Il venditore di storie. Prosa poetica di Renato Milleri (Remil)
Se ne stava tranquillo 
come un giorno di Natale. 
Seduto per terra fumava fumava 
e faceva grandi anelli di fumo. 

"Ecco i cerchi, 
i grandi cerchi della vita. 
Qui dentro vivono le mie storie. 
Io le vendo, signori, anche per un sorriso" 

Era un venditore di storie 
come ce ne sono tanti. 
Aveva i capelli lunghi, molto lunghi, 
ed anche la barba era lunga. 
Non piangeva ma soprattutto non rideva. 
Non aveva voglia di ridere, 
guardava solo il volto e poi gli occhi dei passanti. 

"Sono un venditore di storie, diceva, 
chi le vuole? Non abbiate paura di me, 
non faccio del male a nessuno io. 
Sono un uomo, non sono la vostra coscienza 
e nemmeno vostro padre. 
Io vendo storie, storie vere s'intende, ma anche possibili. 
Ne ho per tutti i gusti, posso farle su misura 
perché conosco il segreto dei vostri desideri. 
So come siete fatti e quello che pensate. 
Conosco le vostre donne quando sono femmine. 
Conosco le vostre paure quando perdete una battaglia 
od una guerra. Io vendo vita, signori, non fumo 
come i quotidiani che leggete" 

Il venditore di storie 
s'era chinato come se soffrisse, 
prese a tossire e a ridacchiare 
e si accendeva una sigaretta dopo l'altra. 
Sputava ora a destra ora a sinistra 
ed anche al centro della strada nonostante la gente 
avesse cominciato a pressarlo. 
Si leccava le ferite."Guardatemi, 
queste sono ferite che non fanno male. 
Sono ferite d'amore che voi non potete conoscere 
poiché non potreste sopportarle e morireste. 
Ma non racconterò questa storia perché è la mia 
e il prezzo che chiederei non potreste pagarlo. 
Vorrei raccontare invece di chi seduce le vostre mogli, 
di chi modifica il cervello degli uomini sulla terra, 
di chi distrugge i vostri figli penetrando le loro menti 
per renderle qualunquiste e mai appagate. 
Le mie storie, signori vivono l'aria di queste vostre città malate, 
l'aria d'impossibili felicità 
che vi giocate al gioco della fortuna 
ogni giorno perché sempre  volete qualcosa di più. 
Quanto tempo sprecato in piazza 
in 100 in 1000 in 10.000 perché soffrite l'aria dei vostri vuoti 
dei silenzi rappresi del vostro essere niente 
in queste città che avete reso insane dove muoio ogni giorno 
come uomo ridotto ad unità produttiva senza più anima 
e senza più significato. 
E' troppo alto il prezzo del coraggio per fare come me 
che ho abbandonato tutto per venire a morire qui tra voi 
per raccontare le storie  che dovrebbero farvi tremare 
la mente e il cuore" 

Le sue parole erano divenute gelide come l'inverno 
e sembrava aspettare un cenno. 
D'improvviso cacciò un urlo e s'accascio' al suolo. 
Aveva sulla bocca una piega amara e sul volto una maschera 
di sangue e fango.Tutti fuggirono, solo un bimbo 
con una pietosa mano piena di speranza 
accarezzò i suoi lunghi capelli e restò accanto al venditore di storie  steso agonizzante insanguinato come un vitello 
colpito quasi certamente ad una tempia da un sasso 
al centro d'una piazza di una grande città in un giorno d'inverno 
dell'anno che più vi piace. 

Renato Millèri - Remil 
(da "La nostra città violenta")  
 
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